Il miglior vino da abbinare al brasato

Il brasato è un piatto particolarmente gustoso e saporito, tradizionalmente accompagnato dalla polenta. Ha una lunga cottura a bassa temperatura in modo che la carne resti molto morbida e succulenta all’interno. Per renderla ancora più saporita la si può marinare in frigo per una notte con del vino rosso: nasce così il brasato al Barolo. Questo è senza dubbio il più azzeccato vino da abbinare al brasato in quanto si tratta un vino rosso corposo, complesso e intenso. Profondo e di grande struttura, il vino che accompagna questo piatto tipico della tradizione piemontese deve riuscire a richiamare le spezie proprie della ricetta. È necessario che sia un vino con equilibrata acidità e soprattutto tannico ed ecco dunque il Barolo. La carne succulenta e la presenza del sugo richiedono infatti un vino da brasato astringente che sia in grado di asciugare il palato prima del successivo boccone.

Quale vino scegliere per il brasato?

Secondo la ricetta tradizionale, come detto, il miglior vino da bere con il brasato è il Barolo. Tuttavia abbiamo altre opzioni da prendere in esame. Se si desidera uscire dagli schemi ma non troppo è possibile scegliere altri vini corposi sempre della zona delle Langhe. Abbiamo ad esempio il Nebbiolo, la Barbera o il Barbaresco. Ricordiamoci che il vino di base deve essere corposo, alcolico e non troppo giovane, ma soprattutto profumato. È infatti proprio grazie ai sentori e al suo retrogusto che riesce a trasmettere alla carne un aroma particolare. Il Barbaresco in particolare è un ottimo vino da brasato, capace di entusiasmare il piatto con i suoi profumi eleganti di fiori essiccati. Ha un gusto avvolgente che è un equilibrio di sapidità e persistenza. La Barbera d’Alba, invece, crea un perfetto abbinamento tra vino e polenta, un classico con il brasato. È fresca, con note minerali e possiede quella vena acidula tale da detergere il palato dopo ogni boccone.

La ricetta del brasato al barolo

Abbiamo detto come il brasato al Barolo sia un grande classico, vediamo dunque come cucinarlo. Si tratta di un pezzo intero di manzo che si prepara con la tecnica della brasatura, ovvero la cottura lenta e in poco liquido, usando appunto il vino rosso Barolo. I tagli più idonei sono i muscoli duri della gamba che, grazie alla lunga cottura, si ammorbidiscono. Il cappello del prete con la giusta dose di grasso è l’ideale. È fondamentale poi legare la carne con uno spago per evitare che si sfaldi durante la preparazione. Per quanto riguarda la marinatura nel vino, il brasato al Barolo ricetta piemontese prevede che sia fatta assieme a spezie e verdure. Il tempo perfetto è circa dodici ore in modo che gli aromi di verdure e vino, oltre alle spezie, vadano ad arricchire il gusto della carne. Trascorse le dodici ore, bisognerà asciugare la carne con della carta assorbente e farla rosolare a fuoco alto per dieci minuti in una casseruola ampia con un filo d’olio. Aggiungiamo dunque la marinatura e facciamo cuocere per tre ore a fuoco dolce con un coperchio. Una volta pronto si potrà lasciar raffreddare il brasato al Barolo servendolo con il sugo del vino tenuto in caldo.